Canino

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Stemma Canino

Siamo ormai in vista della Maremma. Le aspre rupi tufacee della zona vulcanica cominciano a stemperarsi, cedendo il posto alle vaste pianure ed alle basse colline calcaree della fascia costiera. Qui sorge Canino, famosa per gli uliveti, distesa lungo una dorsale tufacea a 212 m s.l.m. Nel suo territorio, delimitato verso sud-ovest dalle profonde forre del Fiora, si conservano le più importanti necropoli di Vulci, da cui cavarono tesori Luciano Bonaparte e i Torlonia.

L'origine del nome, che secondo una tradizione sarebbe derivato da una presunta gens Caninia, originaria di Vulci, è probabilmente in rapporto con il cane, l'animale per eccellenza simbolo di fedeltà ed amicizia, giustamente inse anche nello stemma cittadino.

Nonostante l'antichità ed il numero delle testimonianze archeologiche sparse nel suo vasto territorio, il primitivo nucleo abitato non sembra risalire oltre l'Alto Medioevo; è citato, difatti, per la prima volta verso la metà del IX secolo, in una lettera di papa Leone IV. Nel 1180, assieme a Cellere, venne donato a Viterbo da papa Alessandro III (meno probabilmente dall'antipapa Innocenzo III), come premio per l'appoggio dato da questa città alla S. Sede contro Federico Barbarossa. Sotto il governo viterbese Canino restò a lungo, fino al 1259, passando poi sotto il controllo di Tuscania. Nel 1317 fu occupato dai Farnese ma nel 1351, come altri centri della Tuscia viterbese, cadde nelle mani di Giovanni di Vico, prefetto di Roma; riportato sotto il potere della S. Sede dal cardinale Albornoz soltanto tre anni dopo, il borgo fu poi governato da castellani di nomina pontificia e, nella prima metà del XV secolo, fu concesso in vicariato a varie famiglie finché,nel 1445, venne sotto la signoria dei Farnese. A Canino, nel 1468, nacque Alessandro Farnese che, eletto papa nel 1534 con il nome di Paolo III, fondò per la sua famiglia il ducato di Castro (1537).

Dopo la caduta di quest'ultimo (1649) Canino tornò sotto il controllo della S. Sede. Divenuto capoluogo di cantone durante la parentesi napoleonica, Canino acquistò ulteriore prestigio con Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, che nel 1814 acquistò il feudo, ricevendo da Pio VII il titolo di "Principe di Canino e Musignano". Nel 1853 i possedimenti di Luciano Bonaparte furono acquistati dai Torlonia, restando nella proprietà di questi ultimi a lungo, ben oltre l'Unità d'Italia. La chiesa collegiata dei SS. Giovanni e Andrea, costruita nel 1796, ospita una cappella di stile neoclassico contenente le tombe di Luciano Bonaparte e della sua famiglia; presso la chiesa si segnala una bella fontana con vasca do-decagonale, attribuita al Vignola. Il palazzo Bonaparte tradisce nelle sue severe forme architettoniche la mano del Valadier; al limite orientale dell'abitato sorge il maestoso complesso conventuale di S. Francesco, fatto erigere dai Farnese nel corso del XV secolo inglobando una chiesetta romanica dove, secondo la tradizione, avrebbe pregato il Poverello di Assisi.

Fonte: www.lungolagocapodimonte.it

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